Un Natale più sobrio per iniziare a salvare il Pianeta

Conferenza ONU sul clima. Cambiare gli stili di vita è fondamentale Conferenza ONU sul clima. Cambiare gli stili di vita è fondamentale

Dalla conferenza ONU sul clima, in corso a Parigi, arrivano dati allarmanti e duri moniti che riguardano anche il consumo di cibi, soprattutto in vista delle prossime festività natalizie.



Diramata una vera e propria black list dei cibi che da questa parte del Globo proprio non bisognerebbe consumare. Un chilo di ciliegie, o pesche, che dal Cile devono percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, ma anche i mirtilli argentini e l’anguria dal Brasile, salgono sul podio di questa lista nera che sulle tavole nazionali delle feste sprecano energia, inquinano il Natale e contribuiscono all’emissione di gas ad effetto serra. Ce lo conferma anche un' indagine divulgata dalla Coldiretti.

Dalla conferenza ONU è emerso quanto sia importante iniziare a mutare i propri stili di vita, rendendoli maggiormente sobri, per tentare di contrastare efficacemente il fenomeno dell' inquinamento globale.
Occorre assolutamente abbandonare la tendenza a voler stupire i propri ospiti durante i vari cenoni delle feste di Natale acquistando prodotti (frutta, ortaggi, carni ed altri alimenti) che provengono dall' altra parte del mondo e che, spesso e volentieri, sono anche privi di sapore, preferendoli a quelli made in Italy, genuini, a chilometri zero e, soprattutto, a basso indice inquinante (trasporti più brevi=meno emissioni nell' atmosfera).

Ancora Coldiretti ci mette in guardia contro i prodotti piu’ diffusi che rischiano di “inquinare il Natale”, come le noci della California, le more dal Messico, il salmone dall’Alaska, gli asparagi dal Perù, i meloni dal Guadalupe, i melograni dalla Spagna e i fagiolini dall’Egitto. Per alcuni di questi prodotti non ci sono solo problemi per motivi ambientali, ma anche perplessità di carattere sanitario.

Anche a Natale, insomma, meglio scegliere le bontà del nostro "Bel Paese"!

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