Danza classica nel Mondo: in India nessuna distinzione con il teatro e tra sacro e profano

La Danza classica nel Mondo: il Bharatanatyam La Danza classica nel Mondo: il Bharatanatyam
L’Asia non conosce come l'Occidente una distinzione netta tra danza e teatro, tra sacro e profano. Le forme rappresentative della tradizione, legate ai riti che le hanno viste nascere, continuano a essere danzate, quali memorie viventi dell’ identità culturale.


Per l’ lnduismo il dio Brahma donò l’espressione teatrale agli uomini sintetizzando il contenuto dei quattro sacri Veda in un quinto testo, il Natyaveda.

Incaricato di mettere in pratica questa rilevazione divina, il saggio Bharata, con l' aiuto del dio Shiva (ancora oggi venerato come Natacraja, cioè Signore della danza) che lo istruì sul ritmo e sul movimento, compose il Natyasaistra, trattato alla base di ciò che oggi si definisce danza classica indiana.
Pur se la disputa è ancora aperta, in India si distinguono oggi almeno otto generi di danza, ognuno legato ad una specifica regione, considerati classici per la messa in scena dei miti indù, per l’alta codificazione tecnica e per i passati legami con la sfera del sacro: Kathak, Manipuri, Odissi, Kuchipudi, Kathakali, Mohiniyattam, Sattriya e Bharatanatyam.

Danza sacra per eccellenza, il Bharatanatyam era danzato in passato esclusivamente dalle devadasi, donne consacrate al culto di un dio all' interno dei templi e presso le corti dei vari sovrani locali, loro protettori. Frequentando le corti, le devadasi finirono per diventare delle cortigiane, allontanando la loro danza dai fini sacri e avvicinandola a caratteri di tipo erotico. La cultura indù non stigmatizzava l'amplesso e le deuadasi continuarono ad esibirsi tra i sacelli dei templi e le alcove di palazzo. Nel 1858 iniziò il periodo coloniale inglese, durato sino al 1947, che introducendo in India una mentalità di stampo vittoriano marchiò come infamante l' attività delle devadasi. A parte gli esperimenti creativi di Ruth St. Denis e di Uday Shankar con Anna Pavlova, è a Ram Gopal e Rukniini Devi (1904-1986) che si deve il riscatto e restauro della danza indiana con esplicito richiamo all' ascesi e allo stile antico indù.

Con l’ appoggio della società teosofica e del crescente nazionalismo indiano, Devi nel 1936 fonda a Chennai il Kalakshetra, luogo dedito al recupero delle arti tradizionali e del Bharatanatyam, in particolare. Ottenuta poi l’ indipendenza dall’ Inghilterra, il governo indiano fonda nel 1952 a New Delhi la Sangeet Natak Akademi, estendendo il progetto di recupero, già indicato da Devi, a tutte le otto danze reputate ‘classiche’ dall’ Istituzione e quindi degne di essere mantenute e diffuse.

Devi effettuare il login per inviare commenti

Blog