Sonno e obesità: dormire di meno aumenta la voglia di mangiare

La relazione tra sonno e obesità sarebbe più stretta di quel che si potrebbe pensare.

Secondo un recente studio americano pubblicato su "Sleep", organo di informazione della "Sleep Research Society" e dell' "American Academy of Sleep Medicine", che ha analizzato le abitudini di 14 volontari, dormire di meno innescherebbe le reazioni di un mediatore lipidico della classe degli endocannabinoidi (l' 2-arachidonoilglicerolo, 2-AG), simile a quello che provoca assuefazione da alcune sostanze stupefacenti, provocando, quindi, un incremento della voglia di mangiare.

Al gruppo di testatori è stato chiesto di trascorrere un periodo nel quale hanno potuto dormire circa otto ore per notte, e nel quale le abitudini alimentari si sono dimostrate regolari, alternandolo ad un secondo in cui la quantità di sonno per notte è stata dimezzata. Nel secondo caso i protagonisti del test sono arrivati a consumare in media 300 K.Cal. in più, spesso assumendo cibi e bevande cosiddette "spazzatura" che altrimenti avrebbero lasciato perdere.

La ricerca ha quindi, come detto in apertura, evidenziato la relazione scientifica tra il sonno e l' obesità stabilendo quanto sia importante, anche sotto questo aspetto, dormire la giusta quantità di ore per notte.

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