Il rapporto tra scienziati e cittadini: nasce la "Citizen Science".

La "Scienza del Martedì" sul consolidamento dell' importante collaborazione tra scienziati e cittadini.

Sebbene scienza e ricerca siano materie riservate quasi esclusivamente agli addetti ai lavori (studiosi, ricercatori, scienziati, tecnici, ecc.) sta col tempo acquistando sempre maggior spazio la cosiddetta "Citizen Science".
La sempre maggior diffusione dei media, infatti, con il web in testa, ha contribuito negli ultimi vent'anni ad innalzare il livello di conoscenza e sensibilità delle persone verso tematiche di carattere scientifico, consentendo, quindi, a scienziati e ricercatori, di iniziare ad avvalersi di collaborazioni "esterne" soprattutto nelle fasi di raccolta di dati e informazioni ambientali.

La dott.ssa Alba L'Astorina, ricercatrice e tecnologa del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), nonchè responsabile del Modulo IREA (scienza, comunicazione e società), nell' ambito del quale gestisce il progetto PCST (Comunicazione pubblica della scienza e della tecnologia), un' area di studio e ricerca che si occupa di indagare alcuni aspetti della comunicazione scientifica e del rapporto tra scienza e società, quali, ad esempio, quelli legati ai nuovi modelli di partecipazione alla società della conoscenza, ha dichiarato:

"La citizen science è un’opportunità per raccogliere dati utili. In alcuni ambiti, come quelli che riguardano lo studio del territorio e dell’ambiente, si ricorre spesso a collaboratori volontari per ottenere informazioni geo-referenziate, attraverso semplici app o tramite piattaforme online.
Talvolta i ricercatori sono aperti anche a contributi che essi stessi non definirebbero scientifici, come l’esperienza o la conoscenza locale relative a un territorio, ma che sono un prezioso supporto al monitoraggio e alla salvaguardia di quella stessa area”.

La partecipazione del pubblico riguarda anche la diffusione dei risultati della ricerca: il coinvolgimento diretto dei cittadini è infatti in grado di facilitare la comprensione della conoscenza. Continua a raccontare la dott.ssa L'Astorina: “L’incontro tra ricercatori e cittadini rappresenta spesso un’occasione per accrescere la consapevolezza collettiva nei confronti dell’attività di ricerca, delle ragioni per cui viene svolta, dei benefici che potrebbe avere per la società, ma anche delle sue criticità.
Una delle principali ricadute delle attività di citizen science riguarda proprio questo aspetto. Per fare un esempio recente, alcune tappe dei 'Cammini’, un progetto ideato da alcuni ricercatori italiani impegnati nelle Ricerche ecologiche di lungo termine e nello studio della biodiversità, che consiste in tre itinerari situati in paesaggi italiani di straordinaria bellezza ma anche di grande fragilità".

Affiancando i ricercatori nelle loro attività di monitoraggio, le persone che hanno partecipato hanno toccato con mano le criticità che minacciano il territorio e l’ambiente in cui vivono e le risposte che la ricerca prova a dare a tali problemi.
Prosegue L'Astorina: "Credo che questa esperienza sia servita anche ai ricercatori per ripensare in maniera critica al proprio rapporto con la società e al contributo che i cittadini possono dare alla costruzione di nuova conoscenza”.

www.vulcanosolfatara.it

Devi effettuare il login per inviare commenti

Blog