Quando è comparsa per la prima volta la vita sulla Terra?

Nuove ipotesi scientifiche retrodaterebbero la comparsa della vita sulla Terra! Ne "La Scienza del Martedì".

Una recente ricerca scientifica sta per cambiare la data in cui fino ad ora abbiamo ipotizzato la comparsa della vita sul nostro pianeta.

Si tratterebbe di circa 635 milioni di anni fa, in concomitanza con la comparsa dell' ossigeno, vera e propria miccia di questo straordinario evento durato circa 100 milioni di anni, secondo quanto ipotizzato dallo studio del gruppo coordinato da David Gold, del Massachusetts Institute of Technology (MIT), cui appartiene anche la paternità del filmato in lingua inglese con cui accompagniamo questo post. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas).

I fossili finora scoperti indicano che nel Cambriano, una delle ere geologiche più importanti e nella quale si è sempre supposto che non fosse ancora sviluppata la vita sulla terraferma ma ce ne fosse moltissima nell'acqua (brachiopodi, meduse, onicofori, spugne, trilobiti e trilobitiformi), più gruppi di animali hanno popolato contemporaneamente il pianeta, evolvendosi molto rapidamente da organismi unicellulari a multicellulari.
Anche se la vita animale è nata prima della cosiddetta "esplosione" del periodo Cambriano, fino ad ora è stato estremamente difficile determinare quale sia stato il primo animale a popolare la Terra.

Secondo l’analisi genetica delle molecole trovate nelle rocce studiate dall' Istituto americano, sarebbero le spugne i primi animali a popolare il pianeta. La chiave della scoperta è dovuta al ritrovamento di una molecola chiamata 24 Ipc.

Gli scienziati stanno adesso cercando di scoprire quale gene è il responsabile della produzione di questa molecola e, dopo aver analizzato quasi 30 diverse organizzazioni, sono riusciti ad isolare il metiltransferasi steroli (SMT) che può produrre la molecola 24-IPC, nel momento in cui dovesse contenere il numero corretto di copie.

Lo studio ha concluso che sia la spugna di mare, sia alcune altre specie di alghe hanno un numero “corretto” di copie del gene SMT in grado di produrre la molecola 24-IPC. Attraverso l’analisi di questi geni e la creazione dell’albero evolutivo, i membri del MIT hanno stabilito che le spugne marine possono produrre questa molecola anche per molto tempo.

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