Quando il Mar Mediterraneo era una vasta area desertica. La "Scienza del Martedì"

Un recente studio condotto dall' Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia, i cui ricercatori dell' Osservatorio Vesuviano sono spesso impegnati nel cratere della Solfatara per finalità scientifiche

, e pubblicato su "Nature Communications" (http://goo.gl/HXvQJh), ha dimostrato che l'area geografica attualmente occupata dal Mar Mediterraneo era, 5 milioni di anni fa, un' arida pianura deserta ricoperta da uno spesso strato di sale.

La culla della civiltà, o Mare Nostrum, come lo chiamavano gli antichi romani, aveva un aspetto ben diverso, e molto meno rassicurante, di come abbiamo imparato a conoscerlo noi.

Molti studiosi attribuiscono questo fenomeno al ritiro della calotta polare artica durante quel lasso di tempo, lungo circa 270 milioni di anni, che ha preso il nome di “crisi di salinità del Messiniano”. Vi si contrappongono coloro che sostengono che fu invece un primo periodo di glaciazione a causare l' abbassamento del livello degli oceani e ad originare dapprima il sorgere di un "Lago Mediterraneo" e, successivamente, la comparsa della vasta e desertica area.

Fabio Florindo, Direttore della Struttura Ambiente dell' INGV, ha dichiarato:
“Le prime teorie, pubblicate negli anni ’70, imputavano la chiusura del Mediterraneo ai movimenti relativi delle placche litosferiche africana, araba ed euroasiatica che avrebbero chiuso lo stretto di Gibilterra. Altri ricercatori ipotizzarono, invece, che la causa principale poteva essere riconducibile a una glaciazione, con conseguente riduzione del livello globale degli oceani. L’abbassamento del livello degli oceani, infatti, fu tale che scese al di sotto di una soglia posta in corrispondenza dello stretto di Gibilterra, causando l’isolamento del Mediterraneo dall’Atlantico. In entrambi gli scenari la limitazione di apporto idrico, rispetto all’evaporazione, avrebbero, quindi, reso il Mediterraneo un grande lago destinato poi a prosciugarsi completamente. Lo studio conferma questa ricostruzione, mettendo però in luce un sistema di cause molto più complesso”.

E ancora, sul fenomeno dell' erosione:
“L’erosione, attribuita all’aumento di ghiaccio sul continente antartico, avrebbe progressivamente ridotto il livello degli oceani. Durante questa fase si è ridotta di molto la differenza di altezza tra la superficie del mare e il fondale e l’influenza della corrente superficiale è diventata così grande che il processo di sedimentazione si è trasformato in erosione”.

L’evento terminò circa 5,33 milioni di anni fa. Il riempimento del Mediterraneo dopo la crisi di salinità avvenne nel momento in cui si passa dal piano Messiniano (ultima parte dell’epoca del Miocene) al piano Zancleano (primo del Pliocene). Questo evento coincide, in sostanza, con l’ultima epoca che precede il Quaternario.

La comparsa del primo ominide si registrò 2,5 milioni di anni più tardi mentre questa zona era popolata solo da dinosauri.

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