Rapaci avvistati in Solfatara! La Scienza del Martedì esplora il gheppio (falco tinnunculus)

In una delle sue prime visite al Vulcano Solfatara, l'ornitologo americano Mark Walters rimase esterrefatto per la grande quantità di specie di uccelli che riuscì ad avvistare in pochi minuti di esplorazione.

Almeno quindici, per sua stessa ammissione, nel tempo necessario a consumare un caffè. Sorprendente!

Del resto l'oasi naturalistica, proprio per la sua particolare conformazione, si presta ad ospitare specie migratorie e stanziali, che decidono, cioè, di nidificare su questi dolci declivi caratterizzati da ampi spazi aperti e vegetazione bassa.

Tra queste c'è il gheppio (nome scientifico "Falco Tinnunculus"), un rapace particolarmente diffuso proprio al sud e nelle isole, recentemente avvistato ai margini del cratere da una giovane visitatrice, la studentessa di scienze Alessandra Bravin, alla quale dobbiamo queste interessanti immagini in cui vediamo l'uccello a terra e, in una di queste, addirittura con una preda appena conquistata.

I gheppi nidificano e vivono nelle zone boschive, ma cacciano in aperta campagna nutrendosi principalmente di passeri domestici e di storni oltre che di rettili ed insetti. Oltre a volteggiare, i gheppi si posano sui rami, sui cespugli, sui muri delle case, sui pali o sui cavi telefonici o dell' alta tensione, e da questi punti strategici si lanciano in picchiata sulla preda.

Ma è il cielo il luogo dove è veramente un piacere ammirare questi piccoli falchi capaci di eleganti volteggi con cui disegnano coreografie maestose durante il volo. Questi movimenti, simili a una danza, sono valorizzati dalle tipiche ali “a ventaglio” del gheppio. Altrettanto belle e interessanti sono le fasi del corteggiamento in cui la femmina rimane solitamente appollaiata, mentre il maschio le ronza intorno piroettando armoniosamente.

Proprio in questo periodo, e fino agli inizi di Giugno, il gheppio depone le uova, solitamente da tre a nove per volta, di colore giallo con macchie fulve, che si schiudono abitualmente nell' arco di circa quattro settimane.

Davvero un incontro interessante, quello fatto da Alessandra, che ci ha consentito di approfondire la conoscenza di questo bel rapace e che ci offre lo spunto per richiamare l'attenzione sull'ampio ventaglio di attrazioni offerte dalla Solfatara e che vanno ben oltre la sua mera natura di carattere vulcanico.

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