Scoperto nelle Alpi il passaggio dell'esercito cartaginese nel 218 a.C.

Personaggio leggendario, Annibale Barca è stato senza ombra di dubbio uno dei più abili, geniali e coraggiosi condottieri che la storia ricordi, ora protagonista della nostra "Scienza del Martedì".

Cartaginese, figlio di Amilcare Barca, prese giovanissimo nelle mani le redini dell' esercito punico avviando un'aggressiva politica contro Roma ed il suo espansionismo, culminata con la seconda guerra punica (dal 218 al 202 a.C.) nella quale, prima volta in assoluto, riuscì a tenere testa alle truppe romane per circa sedici anni attraverso astute azioni militari e intelligenti politiche di alleanze con le popolazioni locali.

Numerose di queste azioni si concentrarono, come sappiamo, proprio in Campania. Tra queste le più importanti interessarono il territorio di Capua e, nei Campi Flegrei, la zona di Cuma, seconda città più rilevante dell' impero, dove fu combattuta una delle battaglie strategicamente più rilevanti dell' intera campagna italica, nel 215 a.C., subito dopo l'importantissima vittoria a Canne, che consentì ad Annibale di allearsi, anche se per poco tempo, con i cumani.

Cuma, infatti, tornerà presto ad essere riconquistata da Roma grazie al possente intervento delle truppe guidate dal console Tiberio Sempronio Gracco e successivamente difesa con successo da un tentativo di riconquista.

Una delle imprese più ardite e note di quella campagna fu il passaggio dell' esercito cartaginese, 30000 uomini 35 elefanti e circa 15000 tra cavalli e muli al seguito, attraverso le Alpi.
Sebbene siano state fatte numerose supposizioni, è sempre stato un mistero il luogo esatto nel quale questo attraversamento sia avvenuto, mistero ora risolto grazie al sensazionale ritrovamento, circa un metro sotto il suolo, di resti di sterco, soprattutto di cavallo, presso il passo di Col de Traversette, in Francia, a circa 3000 metri di quota nei pressi del Monviso.

Il ritrovamento, e le successive analisi di chimica ambientale e di genetica microbiologica, sono stati realizzati dai ricercatori della Queen's University a Belfast, nel Regno Unito, e della York University di Toronto, in Canada.
Secondo le analisi i resti risalgono proprio al 218 a.C., e di conseguenza è ora possibile aggiornare con informazioni precise una delle pagine più importanti della storia antica e rimaste nel mistero per oltre 2000 anni.


Vulcano Solfatara

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