Nella Terra del Mito: il "Portus Iulius"

Il viaggio alla scoperta dei tesori dei Campi Flegrei approda questa settimana sulle sponde del Lago d'Averno

, Aornos (senza uccelli) per gli antichi greci, che qui credevano fosse collocata la porta di accesso degli inferi (Hades).

Da qui ebbe origine la leggenda che nessun uccello vi potesse volare attraverso restando in vita a causa dei vapori sulfurei velenosi. Circondato da fitte foreste, nei tempi antichi fu anche meta di pellegrinaggio da parte del generale cartaginese Annibale, nel 214 aC., mentre Marco Vipsanio Agrippa, lo statista romano, nel 37 aC. tagliò parte della foresta trasformando il lago in un porto navale, il Portus Iulius, collegato al mare da un canale attraverso il Lago di Lucrino, e a Cuma da uno dei primi, e più importanti, tunnel della storia: un'opera grandiosa ed ardita.

Il canale fu ben presto ostruito a causa di un innalzamento graduale della riva, ma il tunnel, ora chiamato la Grotta di Cocceio (o della Pace), dal nome del suo realizzatore Lucio Cocceio Aucto, autore anche delle altre opere attorno al lago, è rimasto utilizzabile fino a quando non è stato danneggiato durante la seconda guerra mondiale.
La cosiddetta Grotta (o pseudo-Grotta) della Sibilla (Antro della Sibilla Cumana) è un passaggio scavato nella roccia, forse essa stessa parte delle opere connesse con il porto navale. Attorno al lago, vero scrigno di storia e di tesori, insistono imponenti rovine romane quali i resti delle terme, templi e ville.

Alle foreste di un tempo, sui pendii del lago d'Averno, si sono sostituiti ampi e rigogliosi vigneti che beneficiano degli influssi del mare e dello zolfo presente nell'aria e nel terreno, ricco anche di molti altri minerali.
Un altro di quei luoghi magici nei quali mito e storia si intrecciano e si confondono, come in gran parte dei Campi Flegrei.

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