Comprendere il passato grazie alla tecnologia. Una ricerca sui calchi di Pompei

L'antica Pompei, un luogo capace di sopravvivere alle calamità naturali, alla storia e al tempo e giungere quasi intatto fino ai giorni nostri.


Sito archeologico tra i più importanti al mondo, la città pompeiana fu sommersa da una pioggia di cenere e lapilli nel 79 d.c. Ma cosa sappiamo davvero delle persone che, quel giorno, si sono ritrovate a fare i conti con la furia del Vesuvio? A quali attività si stavano dedicando gli abitanti di Pompei in quei momenti?

E' davvero impressionante ritrovarsi davanti ai calchi delle persone sorprese dall’eruzione del vulcano: nelle espressioni dei volti e nelle posizioni contorte in cui i Pompeiani furono sorpresi ci si ritrova davanti al dolore di momenti tragici che sembrano essersi cristallizzati in quelle smorfie di dolore.

I calchi, ottenuti prevalentemente dall’utilizzo del gesso, hanno preservato e restituito le sagome di animali, oggetti e persone dell’epoca. Lo stupore di ritrovarsi davanti al dolore immutato di quei corpi rannicchiati e contorti dei calchi pompeiani si mescola alla consapevolezza che in quel luogo sopravvissuto all’erosione del tempo e all’incuria dell’uomo, quegli angoli di strade e quei corpi che osserviamo, si celino storie che nessuno è stato in grado di raccontarci e che forse non conosceremo mai.

Questa consapevolezza è stata il motore che ha dato vita al progetto di restauro e valorizzazione del sito archeologico ad opera della Soprintendenza archeologica di Pompei e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, grazie al supporto tecnologico del progetto Philips Spa Healthcare.

Grazie all'allestimento di un ospedale da campo nel sito archeologico, i calchi delle vittime di Pompei si sono trasformati in veri e propri pazienti sottoposti a rilevamenti scientifici attraverso campionamenti del DNA, rilevamenti con scanner-laser e la tecnologia della TAC (Tomografia assiale computerizzata multi-strato). Gli studiosi sono così riusciti a delineare un quadro ben preciso. Età, sesso, patologie, abitudini alimentari, status e ceto sociale: ecco cosa è in grado di far emergere l’insieme di strumenti ideati per l’assistenza sanitaria applicati al mondo dell’archeologia.

Per identificare lo stile di vita dei pompeiani, i calchi sono sottoposti allo studio tomografico total body o alla scansione del torace e del cranio, per poter acquisire immagini volumetriche multistrato e osservare, quindi, l’interno dei calchi. Come ha aiutato Philips per l’analisi dei corpi degli abitanti di Pompei, Dovendo fare i conti con la densità del gesso dei calchi da analizzare?

La TAC da 16 strati è sembrata la miglior risoluzione per effettuare scansioni volumetriche total body in soli 100 secondi, grazie ad un algoritmo di acquisizione per eliminare gli artefatti causati da corpi metallici (M.A.R.) sulle immagini. Con software dedicati alla post elaborazione, inoltre, è stata possibile anche la ricostruzione 3D degli scheletri e delle arcate dentarie.
Con i rilievi scanner-laser eseguiti sui calchi, le tecnologie digitali hanno restituito una visione tridimensionale in grado di fornire dati anche sulle variazioni dello stato di conservazione.

Abbiamo riflettuto più di una volta su come la tecnologia sia in grado di reinventare la nostra vita. Con gli strumenti messi in campo a Pompei, è risultato evidente che il progresso tecnologico non è una pulsione incontrollata che spinge l’uomo verso il futuro senza mai voltarsi indietro, ma rappresenta, piuttosto, la possibilità di poter acquisire uno sguardo nuovo, consapevole e maturo da volgere al passato. Un passato in grado di raccontarci storie ancora da scoprire.

"La Scienza del Martedì" la rubrica scientifica del Vulcano Solfatara

Last modified onMartedì, 05 Gennaio 2016 11:00